STORIA

Prima serie

Il primissimo numero di Architetti Verona, notiziario dell’Ordine degli Architetti della provincia di Verona, esce nel luglio-agosto del 1959. La redazione è composta da Luigi Calcagni, Luciano Cenna, Arrigo Cugola, Antonio Pasqualini e Lorenzo Rosa Fauzza, con redattore capo Gianni Barbesi (prematuramente scomparso nell’estate dello stesso anno). A partire dal numero 13 Gian Lorenzo Mellini assume il ruolo di redattore, affiancato per ciascun numero da diversi collaboratori.
Dopo i primi tre numeri in formato quaderno, a partire dal quarto compare il “quasi quadrato” che caratterizza la storia la rivista; l’impostazione grafica e le copertine sono curate da Giorgio Bonagiunti.
Guido Trojani, presidente dell’Ordine, ricopre anche la carica di direttore responsabile ed è il principale propulsore dell’iniziativa editoriale. Suo intento è di portare sul proscenio della società veronese la figura dell’architetto. I suoi editoriali si pongono come espressioni di un padre di famiglia, protettivamente severo verso i giovani membri della stessa e orgogliosamente proiettato verso l’esterno, in particolar modo nei confronti dell’amministrazione comunale, nell’esigenza di rivendicare per gli architetti veronesi un ruolo professionale e civile di rilievo.
Ai contributi della redazione si affiancano quelli di altri architetti, storici e intellettuali: Pierpaolo Brugnoli, Lauro D’Alberto, Lanfranco Franzoni, Marco Lucat, Licisco Magagnato, Arrigo Rudi, Otto Tognetti, Virgilio Vercelloni. Tra i temi trattati dalla rivista, non mancano azioni di denuncia, allo scopo di tutelare la città (centro storico), il suo sviluppo urbano (dintorni e collina), la provincia e il lago. Da tali presupposti nasce in seno alla rivista un “Convegno sugli sviluppi della città di Verona”, documentato sui numeri 16 e 17. 
Trojani chiude la sua direzione con il numero 22 (gennaio-giugno 1963), al quale fa seguito una lunga pausa.

Seconda serie

Dopo quattordici anni di silenzio, le pubblicazione di Architetti Verona riprendono nel 1977. In questa nuova serie – che riparte ex novo dal numero 1 – la rivista è intesa come strumento culturale dell’Ordine degli Architetti, aperto a una più ampia partecipazione da parte dei colleghi e non solo. Direttore responsabile è Carlo Vanzetti; il comitato di redazione è composto da Domenico Bolla, Giorgio Bonagiunti, Pier Antonio Cavallaro, Lauro D’Alberto, Alberto Miollo, Gianni Perbellini, Arrigo Rudi e Otto Tognetti. Successivamente si aggiungono Lino Vittorio Bozzetto, Antonio Calò, Claudio Cavattoni, Renato Dal Maso e Giorgio Forti. Il formato rimane quadrato, la consistenza considerevole (80-100 pagine), la cadenza di uscita irregolare e i pochi numeri realizzati (12 in 9 anni) ne fanno di fatto un periodico di approfondimento piuttosto che una rivista di informazione.
In anni di scelte importanti per Verona, che ha da poco definitivamente approvato il Piano Regolatore Generale, il dibattito è ancora vivace, e il parere espresso dagli architetti rispetto alla pianificazione territoriale, al recupero e alla tutela dei centri storici passa anche attraverso le pagine della rivista. Alcuni numeri monografici sono dedicati alla Verona Militare e alla figura di Ettore Fagiuoli. Particolare interesse suscita il doppio numero 4/5 del febbraio 1980 curato da Arrigo Rudi e dedicato a Carlo Scarpa, un appassionato omaggio all’architetto veneziano da poco scomparso.

Terza serie

Dopo sei anni di stop, nel 1992 riprende la terza serie di Architetti Verona con la formula editoriale del “bimestrale di cultura e informazione”, che raccoglie le due anime di rivista e di bollettino, e che da questo momento esce con regolarità. La numerazione riparte nuovamente da 1 e continua a tutt’oggi. La presidenza dell’Ordine passa da Renato Dal Maso a Gian Arnaldo Caleffi che dal numero 3 assume anche la direzione. Il formato è A4 con una foliazione intorno alle 40 pagine; le pagine centrali, stampate su carta riciclata, raccolgono informazioni di difficile reperibilità, in era pre-internet, su temi legati alla professione.
Tra i redattori più assidui, oltre Lorenzo Agosta e Dario Nicoletti che curano autonomamente alcuni numeri, figurano Lorella Polo, Giorgio Massignan, Daniela Vedovi, Fabrizio Quagini, Maria Giovanna Reni, Mauro Sonato, Amedeo Margotto, Riccardo Cecchini, Luciano Cenna, Fiorenzo Meneghelli, Massimiliano Valdinoci e Arturo Sandrini. I numeri che si susseguono presentano una miscellanea di argomenti legati alla città e al territorio veronese, tra i quali: mobilità e trasporti, piste ciclabili, pianificazione (le tavole del Progetto Preliminare del P.R.G. di Verona), l’Arsenale, le mura di Verona. Particolare attenzione è rivolta ai concorsi, compresi quelli banditi dall’Ordine (Spazi Ritrovati 1 e 2).
Al cambio di presidenza dell’Ordine, Maria Giovanna Reni assume la direzione della rivista, affiancata da Mauro Sonato e Daniela Vedovi come coordinatori della redazione. Una novità è rappresentata da alcuni temi sviluppati su due numeri consecutivi: centri commerciali, bioedilizia, Verona nel Novecento (in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici); da collezione è il numero 35 con una serie di Progetti perduti per la città. Nuovo avvicendamento dal numero 41 con Paolo Richelli, eletto presidente dell’Ordine, e il coordinamento di Paola Bonuzzi e Lorella Polo. Ogni numero è curato per la prima parte da uno o più redattori, mentre nella seconda trovano posto alcune rubriche.
Il 2001 si apre con il numero 52 sotto la presidenza di Giorgio Massignan, con Paola Ravanello coordinatrice della redazione; tra i numeri monografici il 53, dedicato al sistema delle mura veronesi curato da Lino Vittorio Bozzetto, e il 54 dedicato alla città veneta curato da Filippo Bricolo. Non mancano in questi anni contributi di autorevoli membri esterni, tra i quali Pierpaolo Brugnoli, Franco Purini, Mario Rigoni Stern, Eugenio Turri.
Con il numero 56 alla coordinatrice si affianca Susanna Grego, che rimane in tale ruolo fino al numero 75. Nasce la rubrica “Primo piano” che presenta per la prima volta alcune architetture contemporanee realizzate nel territorio veronese. Dal numero 68, con la direzione del presidente entrante Arnaldo Toffali, la cadenza bimestrale viene rispettata rigorosamente, continuando sulla medesima linea editoriale sino al numero 75 di luglio-agosto 2005. 
Dal numero 76, sempre con Toffali direttore responsabile, si apre una nuova fase: sotto la guida di Filippo Bricolo, editor, il formato ritorna al quadrato degli albori, cambia la periodicità (quadrimestrale) e il taglio editoriale della rivista, con una serie di corposi numeri monografici. 
Nel 2010, con il numero 85 la direzione è assunta da Alberto Vignolo, che attraverso varie fasi di ulteriori affinamenti della formula persevera a tutt'oggi nell'impegno editoriale. 

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